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BlogScintille di Esperienza

Cascata

Il copione

Ciascuno di noi ha un ruolo ben preciso all'interno della grande rappresentazione della vita. A volte tale ruolo viene assegnato direttamente dal Regista e, in quei casi, sia che abbiamo una parte da primo attore, sia che ci venga affidata solo una comparsata, una volta che si è imparato bene il copione, la rappresentazione è lineare, pura, un vero capolavoro creato da mani esperte.

Altre volte abbiamo la facoltà di decidere noi stessi quale parte recitare e diventa molto più difficile fare una bella rappresentazione, perché il rischio è di prendere un ruolo che non ci si addice, che non siamo capaci di interpretare. Il Regista lo sa, ma dato che siamo stati noi a decidere, ci lascia il pieno potere di continuare, anche sbagliando, una parte che non riusciamo a sostenere. E così rischiamo di trovarci a recitare un monologo drammatico all’interno di una commedia dove tutte le parti e tutti gli attori sono collocati nel posto giusto. Noi siamo l’unica nota che stona e, a causa di questo, la rappresentazione si rivela un completo fiasco. Vi è infine una terza categoria di attori, e sono coloro che non hanno avuto un incarico dal Regista né hanno deciso quale parte interpretare, ma continuano imperterriti a fare provini per questo o quel ruolo, ora drammatico, ora comico, ora patetico, sperando di riuscire a trovare una collocazione prima che l’Opera finisca. Per questo terzo gruppo recitare diventa un’impresa quasi impossibile perché gli attori, non avendo mai un ruolo fisso, non hanno nemmeno un copione al quale attenersi; riciclano di volta in volta, di provino in provino, battute scontate e frasi fatte con l’unico scopo di farsi assegnare una parte, non importa quale. Paradossalmente sono gli attori più bravi e più versatili, perché si allenano ogni giorno e imparano a memoria anche le parti degli altri attori per poter sostenere meglio i numerosi provini ai quali vengono sottoposti. Cercano disperatamente di non fare errori e, quando li fanno, ne sono talmente consapevoli da abbandonare la scena e iscriversi subito ad un altro casting senza aspettare il responso del Regista, che pure è magnanimo e dispensa continuamente consigli, che però pare non vengano mai capiti. Il rischio per coloro che appartengono a questa categoria è che imparino talmente bene l’arte di provare un ruolo che alla fine perdano di vista lo scopo per il quale fanno il provino e non diventino mai degli attori veri. Pretendono troppo da loro stessi e l’unica cosa che importa è imparare a memoria il pezzo per poi recitarlo dietro le quinte, mentre sul palcoscenico davanti, la rappresentazione della vita, meravigliosa e perfetta sta avendo parte con i veri protagonisti.

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