NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

BlogScintille di Esperienza

Cascata

La regola d'oro per comunicare al meglio: non chiedere scusa!

riunioneSembra a prima vista una crociata contro le persone integerrime che spesso incontro nella vita di tutti i giorni: sono educate al punto da dare quasi fastidio. Salutano sempre e. . . si scusano! A volte letteralmente per nulla, però nella frase ci sta bene e loro una scusa per un qualche cosa ce la mettono ben volentieri. “Scusa se non ho risposto prima al tuo messaggio ma. . .” oppure “Scusa non ricordo il tuo nome” se si tratta di una conoscenza recente, o ancora “Scusa se ti chiedo questo, però davvero non so dove sbattere la testa!”.


Questo tipo di messaggio è fuorviante, per chi lo riceve senza dubbio, ma soprattutto per chi ne è l’autore. Quando inizi una conversazione con questa parola, ti sei già messo sul carro di coloro che parlano a vanvera e non sanno quello che dicono.
Da come la vedo io, la scusa ha un senso solo nel momento in cui ci sentiamo di dover fare ammenda per un nostro comportamento che in qualche modo ha leso la libertà altrui. Ma qui si tratta di altro. Pensi davvero che la tua amica sia così affranta per il fatto che tu non hai risposto in tempo reale al suo messaggio? Magari perché avevi tanto da fare e la tua amica questo lo sa bene? Pensi davvero che la persona che hai appena conosciuto alla festa sia nella disperazione più totale perché tu ti sei scordato il suo nome? (Tra parentesi sono pronta a scommettere che nemmeno lui/lei ricorda il tuo!). Insomma scusiamoci solo quando strettamente necessario.
C’è una persona della quale spesso, troppo spesso, ci dimentichiamo, che è sempre all’erta e fa caso ad ogni nostra parola e ad ogni nostro pensiero. Siamo noi stessi! Davvero ci meritiamo di metterci alla berlina per così poco? Io non credo. Meglio quindi un:
 “Ho visto il tuo messaggio, due ore fa. Ti rispondo solo adesso perché posso dedicarti più tempo”.
 “Sono in difficoltà. Mi puoi aiutare per favore? Ti ringrazio già da ora perché mi agevoli di molto il lavoro”.
 “Non ho capito il suo/tuo nome”.
In questo modo non solo noi non ci sentiamo sminuite e in colpa, ma soprattutto il nostro interlocutore è più predisposto ad ascoltarci.

Letto 846 volte
Devi effettuare il login per inviare commenti

Cerca nel Blog